Clarinetto

“La musica ci dice il futuro. Quindi, prestami il clarinetto per dare un'occhiata.”

Pinto, Nuno, disse, al papà, questa frase nel 1985 lasciando la scuola elementare a Mateus, Portogallo.

Se è vero che la musica può costituirsi come una profezia, la dichiarazione epigrafica di Nuno Pinto lo conferma.

I musicisti, se esposti nella loro pienezza, giocano una doppia partita. Sono, simultaneamente, seminali e profeti.

Nuno Pinto ha sempre saputo di questo privilegio e, quindi, ha deciso di dare al suo clarinetto un tocco di Mida: lo ha trasformato in un oggetto onnipresente in cui la sua arte è in tutto ciò che tocca e dove lui, l'artigiano, è un vero sciamano del suono.

Saul Silva, António Saiote, Michel Arrignon e Alain Damiens hanno plasmato e perfezionato il suo gesto artistico rendendolo singolare nel panorama nazionale e internazionale - basta citare la notevole quantità di musica registrata da lui [17 dischi discografici], la quantità di debutti [150] e la musica [23 pezzi] dedicata a lui.

Tutto ciò affinché Nuno Pinto possa dichiarare, a voce alta e con clarinetto basso, che la musica rende udibile il mondo a venire, usando la musica contemporanea, la musica di e nel mondo e il Jazz a tal fine, e accolgono sempre con una selezione approfondita di gruppi musicali da Trivm de Palhetas, a Clarinetes Ad Libitum, da Camerata Senza Misura a Sond'Art Eletric Ensemble.

Va aggiunto e sottolineato che, non contento del suo dono interpretativo al mondo della musica, Nuno Pinto dichiara quotidianamente la sua passione per lo studio della musica insegnando il clarinetto - la crema della crema - all'Escola Superior de Música e Artes do Espectáculo al Politécnico do Porto.

La presente dichiarazione, essendo vera, è qui firmata da colui che lo sta osservando artisticamente e pedagogicamente,

Mário Azevedo

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